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Associazione “Le Vele” Onlus

Via Mazzini 14 - 20090 Segrate - tel. 0292162807 – www.levele.org

Iscritta al registro generale regionale del volontariato con D.p.g.r. n. 26057 del 24.10.2000 e al registro regionale delle associazioni di solidarietà familiare con decreto n. 3827 del 05/04/2006

 

 

 

 

 

 

 

Progetto “Centro diurno”

 

 

1 L’associazione Le Vele

 

 

1.1 Introduzione

 

L’Associazione Le Vele opera da circa 16 anni, occupandosi di minori in difficoltà, in collaborazione e cercando di creare rete con le altre istituzioni territoriali (distretto, comuni, scuole, parrocchie, scout, ecc.) per perseguire l’obiettivo della solidarietà a favore di nuclei familiari fragili.

Con l’acquisizione, nel 2002, della Cascina Rugacesio, sita nel Comune di Pioltello (MI), ottenuta in comodato d’uso dal Pio Istituto Pei Figli della Provvidenza di Milano,  e la successiva ristrutturazione, si assiste ad un’espansione delle attività dell’Associazione Le Vele: alle attività di affido familiare, di accoglienza di nuclei familiari in difficoltà e di giovani con proseguo amministrativo,  di gestione  delle attività extra-scolastico a minori in età scolastica, si prevede, a breve termine, l’attivazione del presente progetto di “Centro diurno” e, presumibilmente nell’anno 2009-2010, di “Scuole-bottega artigianali” rivolto a ragazzi a rischio di dispersione scolastica, all’interno della fascia del diritto/dovere

 

Una caratteristica che ha sempre contraddistinto le azioni dell’Associazione Le Vele è la conduzione delle attività di tipo extrascolastico – e ultimamente di tempo libero all’interno del progetto “Tana” dei ragazzi1 -  da parte di un vasto gruppo di operatori volontari  che collaborano con differenti modalità.

Dall’anno 2006/2007, con il finanziamento ottenuto attraverso la Legge Regionale nr. 23/99 per il progetto “Dopo la scuola: compagni di compiti e merende”, abbiamo potuto strutturare le attività extrascolastiche in modo più organico e professionale.    

            L’esperienza acquisita attraverso queste attività ci ha fatto riflettere sulla necessità, in alcune situazioni concrete, di interventi più consistenti di sostegno alle famiglie quando le capacità educative sono minime, mentre quelle affettive sono presenti e comunque valide.

 

1.2 Il contesto socio-culturale

 

È piuttosto diffusa nella nostra società e nell’ambito urbano un sentimento di insoddisfazione per la qualità della propria esistenza a partire dalla sempre più evidente tendenza egoistica di un sistema sociale che,  se da una parte diffonde ricchezze e benessere generalizzati, dall’altra produce anche instabilità delle reti naturali di protezione sociale, al punto che coloro che restano fuori dai meccanismi di competizione rischiano di rimanere senza tutele e senza futuro.

È quindi necessario tentare di uscire da questo individualismo diffuso e impegnarsi per ricostituire reti di solidarietà.

La “vita sull’aia della cascina”, rappresentazione simbolica tradizionale di una  diversa socialità, di una comunità più unita, sta diventando un luogo che facilita le relazioni positive e di sostegno.

 

I bambini, che rappresentano il campo di intervento ormai storico dell’Associazione, sono

una risorsa di tutti per il futuro, la speranza di una prossima comunità ancora più solida e solidale.

Per i minori pare oggi ancora più necessario recuperare o sostenere le strutture sociali che più sono in difficoltà, a partire da quella familiare, offrire reti familiari e sociali di sostegno, potenzialmente più riconoscibili ed accettabili di quelle a carattere istituzionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Per le attività del progetto “Tana” si vedano i paragrafi 2.4 e 2.5.

2 Il progetto del Centro diurno

 

2.1 Obiettivi generali

Il progetto di “Centro diurno”, che l’Associazione Le Vele intende proporre, trae origine proprio dalla ricchezza di esperienze e di riflessione accumulata negli ultimi 16 anni, di cui si è fatto breve cenno nei paragrafi precedenti.

L’obiettivo principale che si prefigge il “Centro diurno” è il sostegno del percorso di crescita di ragazzi in difficoltà cercando di salvaguardare, valorizzare e recuperare, laddove è possibile, l’importanza del ruolo del nucleo familiare. L’esperienza degli anni precedenti ha sottolineato la necessità di offrire una risposta, anche se parziale, ai numerosi bisogni di quei ragazzi “difficili” - cioè in difficoltà2 – e delle loro famiglie, dove è necessario un intervento specifico e supplementare rispetto a quello normalmente offerto dalle agenzie educative (famiglia, scuola, oratorio, ecc.).

Nel presente progetto tale risposta che l’associazione Le Vele vuole offrire prende la forma di un “Centro diurno” con caratteristiche di semi-residenzialità, con una forte attenzione all’accompagnamento del nucleo familiare.  

Un luogo protetto in cui lo strumento di lavoro è principalmente la relazione educativa, ma al tempo stesso un luogo aperto alla famiglia e al mondo circostante, al fine di evitare la disintegrazione del contesto familiare e l’auto-isolamento con forme di etichettamento negativo.   

Tale relazione viene caratterizzata dalla presenza di adulti di riferimento che propongono (come modello) una dimensione familiare, sostenendo il ruolo della famiglia d’origine; la relazione si basa sulla quotidianità nel “qui ed ora insieme” e sulla rielaborazione dei vissuti. L’ambiente fisico3, costituito da uno o due appartamenti della Cascina solidale di Rugacesio e da ampi spazi esterni nella natura, è un ulteriore strumento portante per la costruzione della relazione tra adulto,minore e famiglia, per lo sviluppo della socialità dei singoli nel gruppo dei pari, per la responsabilizzazione dei minori e dei genitori attraverso un loro ruolo nella cura degli ambienti, degli animali, ecc.  

 

La gestione comune degli spazi interni ed esterni, l’organizzazione del tempo, l’animazione del tempo libero, la condivisione dei pasti,  si prestano dunque per affrontare in maniera partecipata e allo stesso tempo personalizzata le problematiche di ogni ragazzo e quelle generalmente caratteristiche dell’età preadolescenziale, quali le rappresentazioni del sé, l’affettività, la relazione con gli altri, la cura della propria persona, la gestione della conflittualità/aggressività, le prime rappresentazioni sociali.

 

Il percorso scolastico dei ragazzi - pur non essendo l’unico focus dell’intervento - riveste un’importanza fondamentale nell’ambito del progetto. L’autostima che si conquista durante un percorso di recupero scolastico risulta un fattore determinante e prezioso per la crescita del ragazzo e la strutturazione della sua persona.

Verrà quindi dato uno spazio nella giornata e nell’organizzazione del tempo allo studio e alla progettazione di eventuali, se necessari, percorsi di recupero /integrazione scolastica, usufruendo eventualmente del servizio di sostegno scolastico già attivo.  

 

 

 

 

2 P. Bertolini -  L. Caronia, Ragazzi difficili, La Nuova Italia, 1993

3 Per una descrizione anche a immagini degli ambienti della Cascina Solidale si rimanda al sito web www.levele.org

 

 

Riteniamo indispensabile prevedere un percorso di sostegno alla genitorialità per le famiglie dei minori, in modo da creare una linea di condotta quotidiana comune per trasmettere ai ragazzi un messaggio formativo unificante in questa delicata fase della loro crescita.

Se è difficile per un genitore “normale” trovare le strategie formative adatte nel contesto della nostra società, diventa quasi impossibile che le famiglie in difficoltà riescano a trovare questi strumenti da soli.

Non sempre una mamma o un papà incapaci di educare sono incapaci di amare i propri figli. Vanno quindi accompagnati proprio nel delicato ruolo di educatori.

Sulla base dell’esigenza di ogni nucleo si progetterà un percorso di accompagnamento personalizzato con l’aiuto di famiglie volontarie, singoli disponibili o personale qualificato.    

 

2.2 Le risorse umane del “Centro diurno”

 

2.2.1 Il gruppo dei ragazzi 

 

I ragazzi, e le loro famiglie, sono il centro del lavoro di tutti,  quindi sono da considerarsi attori in primo piano e in primo luogo coinvolti nelle azioni. Quest’ottica introduce il concetto e la pratica di un lavoro non solo “per”, ma anche “con” i ragazzi e i loro genitori. 

 

Si prevede di accogliere un gruppo di 6-8 ragazzi/e in età dai 6 ai 14 anni.

Sarà tuttavia possibile inserire ragazzi di età non compresa nella fascia appena indicata qualora dovessero appartenere allo stesso nucleo famigliare di un ragazzo da inserire nel Centro, posto che l’équipe educativa valuti l’inserimento molto opportuno per il minore. Un tale intervento risulterebbe giustificato dal valore attribuito al nucleo familiare di provenienza e dal tentativo di salvaguardarlo fin dove possibile, come è sottolineato dagli obiettivi generali di questo progetto.

Se infatti è vero che la famiglia di provenienza è spesso fonte o luogo del disagio, della difficoltà o della carenza di strumenti in cui i ragazzi si trovano,  il progetto intende integrarla il più possibile nelle attività del Centro, attraverso attività mirate e in accordo sinergico  con i servizi sociali territoriali.

Con riferimento allo statuto dell’associazione(art. 3)4 si prevede di inserire anche ragazzi diversamente abili (con adeguati supporti in concerto con i servizi sociali territoriali) e ragazzi provenienti da altri paesi, nella convinzione che le differenze sono da considerare come un’occasione di arricchimento per tutti. Non si ritiene  invece che il Centro sia attrezzato per l’accoglienza di ragazzi portatori di disagio psichico o soggetti a dipendenze.

 

Provenienza dei ragazzi

 

I ragazzi che verranno inseriti possono provenire dal territorio (distretto dei Comuni di Segrate, Pioltello, Vimodrone, Rodano e distretti confinanti) e dalle famiglie accolte nella cascina.

 

4 Si veda l’allegato documento

Modalità di inserimento

 

Si ritiene opportuno, come è avvenuto negli anni precedenti di attività dell’Associazione Le Vele, che ogni singolo intervento sia condiviso con i servizi sociali competenti.

L’équipe educativa si propone quindi di raccogliere le segnalazioni, procedere a una valutazione interna sulla fattibilità e l’opportunità dell’inserimento, seguendo criteri di compatibilità tra i ragazzi che compongono il gruppo.

 

2.2.2 L’équipe del Centro diurno

 

E’ formata da un assistente sociale, dagli educatori, di cui  uno coordinatore e dalle famiglie o figure di sostegno. L’équipe si avvale inoltre della consulenza di un pedagogista che assume la supervisione periodica dei casi e da esperti di sostegno alla genitorialità e di conduzione di gruppi di auto-mutuo aiuto.

L’équipe del Centro diurno fa comunque riferimento all’équipe dell’Associazione Le Vele per quanto riguarda le linee generali di intervento e la macroprogettazione e agisce in accordo con il Consiglio direttivo dell’Associazione.

L’équipe del Centro ha un ruolo di riferimento per tutti gli operatori e si configura come organo decisionale.

 

2.2.3 Il coordinatore:

 

            Uno degli educatori di cui sotto svolgerà le funzioni di coordinatore responsabile del progetto.

 

2.2.4 Gli educatori

 

Sono le figure di riferimento per i ragazzi dal punto di vista operativo perché costantemente presenti. In accordo con l’équipe sviluppano i progetti educativi individualizzati e coordinano e organizzano le azioni.

Si prevede la presenza di educatori che, a seconda delle loro disposizioni personali e professionali, devono integrare i propri interventi garantendo l’adesione delle azioni al progetto globale originale.   

Si prevedono opportuni turni di lavoro.

 

2.2.5 Il gruppo delle famiglie o figure di sostegno

 

Le famiglie o le figure di sostegno operano in armonia con il resto dell’equipe per concretizzare gli obiettivi del progetto mediante lo specifico accompagnamento del nucleo familiare di provenienza di ogni ragazzo, attraverso azioni di gestione quotidiana riferita ad un modello di famiglia “normale”.

 

2.2.6 I tirocinanti

 

Si prevede inoltre di attivare una serie di contatti con gli enti di formazione per un proficuo scambio di competenze con tirocini guidati. Ogni tirocinante sarà affiancato da un operatore con il quale potrà concordare i necessari momenti di programmazione, revisione e valutazione del proprio percorso.

 

2.2.7 La rete territoriale

 

-         I servizi sociali territoriali

Come si è detto il Centro diurno ha tra i suoi obiettivi la promozione di una stretta collaborazione con i servizi sociali del territorio al fine di sviluppare armoniosità e coerenza degli interventi. Si promuove, per esempio, una connessione tra gli interventi a favore di diversi membri dello stesso nucleo famigliare.

-         Scuola

Istituzione che evidentemente ha un’importanza strategica nella crescita del ragazzo e si presenta come un dei luoghi privilegiati dello sviluppo e delle esperienze di maturazione anche per il notevole numero di ore che i minori vi trascorrono. È quindi cura dei membri dell’équipe, attraverso colloqui calendarizzati, prendere contatto e mantenere stretti rapporti di sinergia con la scuola e in particolare con gli insegnanti di riferimento per concordare, anche in questo caso, interventi mirati e coerenti, tutto ciò in stretta collaborazione con i genitori. Dove fosse necessario l’équipe educativa può svolgere la funzione di ponte tra la scuola e la famiglia di origine o tra scuola e servizi sociali.

 

-         I servizi socio-educativi-ricreativi  (scout, Parrocchie, Oratori, Associazioni sportive)

Dove possibile si creeranno rapporti di collaborazione reciproca con queste entità mirati a creare una circolarità di esperienze positive e un ampio lavoro in rete.

 

 

 

2.3 Il coordinamento e la formazione

 

2.3.1 Riunioni dell’équipe educativa e supervisione

 

vi partecipano con frequenza settimanale i membri dell’èquipe del Centro diurno per  formulare e valutare i percorsi educativi individualizzati (PEI) di ogni ragazzo e i progetti educativi del gruppo nel suo insieme.

A tali riunioni prende parte, con frequenza quindicinale, un pedagogista con funzione di supervisione dei casi al fine di portare una visione “dall’esterno”.

 

2.3.2          Formazione

 

sono momenti di approfondimento di tematiche legate all’attività di accompagnamento dei fruitori del servizio, rivolti a tutti gli operatori coinvolti ai vari livelli nel Centro diurno. Tali momenti di formazione intendono avere un carattere culturale ad ampio respiro e possibilmente essere aperti anche all’esterno: in questo senso l’esperienza educativa si fa promotrice di riflessione e di significati anche per altri.

Si possono prevedere anche in forma seminariale di una giornata (due o tre volte all’anno massimo) con la presenza di consulenti esperti nel campo per approfondire una tematica specifica (per es: il bullismo, l’aggressività nell’adolescente, la famiglia…).

Dove è possibile e opportuno anche alle famiglie verrà richiesto di partecipare a momenti formativi.

 

2.4  I rapporti con le famiglie. Alcune vie per sostenere le relazioni di origine: percorsi di accompagnamento, parent training, auto mutuo aiuto.

 

2.4.1 Percorsi di accompagnamento:  

 

Le famiglie volontarie disponibili all’accompagnamento individueranno dei momenti di convivialità soprattutto durante i week-end offrendosi inoltre come punti di riferimento nelle difficoltà quotidiane che incontrano i genitori dei ragazzi.

 

2.4.2: Parent training

 

Partendo dai specifici problemi dei loro figli e da quelli emergenti della loro specifica fase di vita, si accompagneranno i nuclei familiari attraverso l’offerta di incontri specifici sugli argomenti emersi.

 

2.4.3: Auto mutuo aiuto

 

Attraverso l’accompagnamento delle famiglie ed il parent training si intende creare il clima adatto per la formazione di un gruppo di auto mutuo aiuto, al fine di condividere le difficoltà per raggiungere l’obiettivo del reciproco sostegno.

      

 

 

2.5   Gli spazi e loro funzioni

 

“La tana” è  costituita da uno o due appartamenti, ciascuno di due locali con bagno e angolo cottura. A seconda delle esigenze, sarà pertanto possibile lavorare con i minori anche in due  sotto-gruppi. L’aia, spazio antistante la cascina, attrezzata per il gioco dei ragazzi.

Il campo alle spalle della cascina, un’ampia zona utilizzabile per attività di coltivazione e per attività di cura degli animali (orto, serra, ecc.)

Ex depositi/fienili dove, a partire dall’anno sociale 2009-2010, è prevista l’attivazione di laboratori “Scuola-bottega artigianali”. I minori inseriti nel Centro diurno potranno usufruire in particolare del laboratorio espressivo per attività di tempo libero e dell’opportunità di percorsi personalizzati all’interno di altri laboratori mirati all’orientamento scolastico.

La propria casa: è fondamentale lavorare in sintonia con le famiglie dei ragazzi, pertanto una grossa attenzione verrà data ad una presenza di sostegno all’interno del nucleo, soprattutto durante i week-end e le festività.

 

 

2.6 Attività settimanali

 

La proposta educativa del Centro diurno - come è stato espresso nel paragrafo riguardante gli obiettivi generali del progetto - si basa sulla costruzione di relazioni significative tra ragazzi ed educatori che tenendo conto delle risorse individuali ne possano sviluppare le potenzialità. La costituzione di un gruppo che condivide tempo, spazi ed esperienze diventa un elemento fondamentale per lo sviluppo del progetto. Accanto a questo percorso esperienziale del singolo insieme al gruppo si rendono necessarie azioni che possano valorizzare la positività e sostenere le difficoltà dei nuclei famigliari di origine, nel tentativo di integrarli nel modo più opportuno all’interno del percorso del ragazzo. Si tende quindi a realizzare - con opportune azioni e interventi mirati - un modello di integrazione e non di sostituzione dell’ambito famigliare.

Si elencano qui di seguito gli interventi e le possibili azioni che costituiscono l’offerta educativa del Centro diurno:

 

Pranzo e merende

Il momento del pasto è da considerarsi prezioso per la costituzione di un ambito di carattere famigliare e per completare un intervento globale nell’ottica dell’accompagnamento verso un’esperienza di quotidianità positiva.  

È necessario soffermarsi in particolare anche sul momento della merenda, quale opportunità di incontro comune e “ritorno” del gruppo dall’occupazione individuale per lo studio allo spazio della socialità. 

Inoltre i ragazzi vengono avviati sia all’autogestione del proprio spazio (in particolare gli spazi alll’interno della Cascina solidale a loro riservati chiamati “Tana”) sia  al mutuo aiuto all’interno del gruppo.

Per la cena si prevede il rientro in famiglia valorizzando questo momento per rafforzare l’appartenenza alla propria famiglia. Se necessario si darà sostegno alle famiglie perché questo momento sia attuabile in termini positivi.

 

Tempo libero

Gioco, animazione , attenzione anche individuale a far si che ogni ragazzo coltivi gli interessi che sentono importanti.

 

 

Doposcuola

Una particolare attenzione viene data al sostegno scolastico sia nell’affiancamento individuale che nel lavoro di gruppo. Si prevede che una parte della giornata sia dedicata proprio allo studio. Si prevede inoltre di strutturare attività collaterali allo studio per affrontare in maniera non convenzionale numerose tematiche inserite nei curriculum scolastici.

L’offerta del sostegno scolastico fa tesoro della grande esperienza degli operatori volontari dell’Associazione Le Vele. Si prevede, proprio a partire da tale esperienza, che i ragazzi vengano seguiti individualmente in questa fase della giornata, attraverso percorsi che possono essere concordati con gli insegnanti. Sicuramente ogni singolo intervento parte dal recupero dell’esperienza del ragazzo, individuando possibili strade di nuova motivazione allo studio. Anche per questo fine vengono proposte esperienze di didattica cooperativa. Si organizzano anche attività di “didattica centrata sui problemi reali”, per la quale non mancano i nuclei di interesse all’interno della Cascina solidale.

 

Attività week-end e festività

Attraverso Il “laboratorio del sabato”, giorno libero dall’impegno scolastico, il gruppo si ritrova nella “tana” per la condivisione di un tempo dedicato alla preparazione della colazione da consumare   insieme.  Finita la colazione, dopo aver riordinato, iniziano le attività programmate di mese in mese.

 

La “tana” diventa anche il punto di riferimento per altre iniziative esperienziali, dove le famiglie saranno coinvolte e sostenute da coloro che li accompagnano.

 

Campo e animali

L’accesso alla realtà del campo e degli animali presenti in cascina costituisce  una risorsa validissima per avvicinare i ragazzi e le famiglie alla natura e a tutti i suoi componenti.  A secondo gli interessi specifici  e in base ai progetti individuali di ogni ragazzo sarà possibile fare prendere cura di un animali piuttosto di un piccolo orto o di piante nella serra.

 

Animazione

Sarà tenuta fortemente in considerazione l’animazione di tipo teatrale come metodo per affrontare vari aspetti delle difficoltà di crescere dei ragazzi e saranno a disposizione gli strumenti per facilitare questo tipo di attività (baule dei travestimenti,  trucchi, video camera,  lettore dvd , tv, ecc).

 

I laboratori

Laboratorio interculturale e attività culturali: il laboratorio punta all’accoglienza e all’integrazione dei ragazzi figli di immigrati, in particolare sudamericani ed equadoregni; nell’ultimo periodo anche di bambini nord africani. Le attività tenderanno a far comprendere, accettare reciprocamente e valorizzare le diversità facendole diventare ricchezze.  

 

Laboratorio artistico: in cascina sarà attivo un spazio in cui sviluppare competenze artistiche. Parte di questa attività sarà legata alla vita culturale e rituale del territorio (carnevale, manifestazioni, etc.) e rappresenterà una possibilità di partecipazione attiva.

 

Attività ricreative: giochi e giochi di ruolo, feste e gite, uscite ludiche e culturali.

 

Attività esterne:  accompagnamento nella partecipazione ad attività esterne quali: frequenza agli oratori, campi estivi, attività sportive, piscina, ecc.

 

 

Momenti supervisionati di autogestione: ai ragazzi viene lasciata una certa autonomia nel gestire questi spazi e momenti “vuoti” in quanto si ritiene che siano importanti per rilassarsi e per educarsi ad una capacità di:

-          espressione dell’iniziativa fantasiosa

-          autonoma gestione del proprio tempo

-          crescita delle capacità di autoresponsabilizzazione

 

2.7 Modalità di intervento

La relazione educativa è affidata all’azione degli educatori professionali, alle famiglie o singoli di sostegno, e ad alcuni volontari.

 

I ragazzi sono partecipi delle attività sin dai momenti progettuali; verifiche periodiche della programmazione prevedranno anche la loro partecipazione attiva.

 

L’Associazione, formata prevalentemente da famiglie, cercherà i contatti con le famiglie dei ragazzi  nell’intento di coinvolgerli nelle numerose iniziative in “Tana” e in tutti gli spazi esterni a disposizione della cascina Rugacesio (orto, campi, aia, ecc.), anche attraverso feste, manifestazioni, scambi interculturali (ad es. culinari), etc.

I contatti con le famiglie dei ragazzi avvengono nell’ottica di coinvolgerle e responsabilizzarle nel processo di sostegno. Gli operatori si offrono inoltre come guide o mediatori nell’interpretazione dei codici istituzionali e sociali inerenti i loro figli (avvisi, pagelle, iscrizioni, riunioni scolastiche, ecc.).  

Gli incontri con i servizi sociali e con le scuole e gli insegnanti dei ragazzi hanno lo scopo di condividere alcuni strumenti operativi e finalizzare gli interventi di ogni progetto individuale.

 

 

 

 

 

2.8 Orari del centro

Durante il calendario scolastico si prevede il funzionamento del Centro dal lunedì al sabato mattina, dall’uscita da scuola al rientro alla sera dalla famiglia naturale per la cena. Durante le vacanze si prevede il funzionamento per tutta la giornata, usufruendo di altre risorse, dove possibile (oratori estivi, centri comunali, ecc.).

 

2.9 Tempistica delle azioni del progetto

 

Maggio/giugno 2008

 

Presentazione del progetto ai quattro Comuni del Distretto 3 dell’Asl Mi2 e all’ufficio del piano dello stesso distretto.

Contemporaneamente continueremo il lavoro di reperimento di altre famiglie disponibili all’accompagnamento delle famiglie in difficoltà.

Individuazione del consulente pedagogico che seguirà il progetto.

 

Luglio 2008

 

Reperimento del personale da adibire al progetto dei consulenti.

 

Settembre 2008

 

1)      Prima metà di settembre: individuazione, attraverso colloqui con i servizi sociali, dei fruitori di questo servizio.

2)      Seconda metà di settembre:

a)      conoscenza delle situazioni dei ragazzi che frequenteranno e delle loro famiglie.

b)      conseguente programmazione sia delle attività generali che dei progetti individualizzati.

c)      Stesura calendario per le attività di un intero anno.

 

Inizio ottobre

 

Partenza delle attività.

 

Metà ottobre 2008

 

Inizio degli incontri, mensili, con i genitori per il sostegno alla genitorialità.

Verifica mensile del progetto fino a giugno 2009.

 

Giugno 2009

 

Verifica annuale con eventuali modifiche da apportare al progetto per l’anno successivo.

 

2.10 Numero e qualifica degli operatori coinvolti nel progetto

 

a)      personale retribuito:

1)      quattro educatori di cui:

- uno a tempo pieno con funzione di coordinatore

- 2 a tempo pieno

- 1 part-time

                   2)  - un consulente pedagogista a ore

                        - un consulente esperto di sostegno alla genitorialità

                        - un consulente esperto di conduzione di gruppi di auto-mutuo aiuto

 

b)      personale volontario:

- due assistenti sociali part-time

- 3/4 famiglie e/o figure di sostegno

            - tirocinanti di corsi universitari attinenti

            - volontari per le varie attività  

 

2.11 Suddivisione degli operatori nelle diverse azioni progettuali:

 

Le assistenti sociali saranno le responsabili del progetto e ne seguiranno tutte le sue fasi sia dal punto di vista tecnico che gestionale.

Il pedagogista imposterà il progetto e sarà la figura di riferimento per la parte pedagogica.

Il coordinatore avrà il compito di applicare e verificare l’attuazione delle linee progettuali concordate in equipe.

Gli educatori saranno presenti con turni prestabiliti in tutte le attività dei ragazzi, nelle riunioni di equipe e, a turno, nei momenti di attività con le famiglie.

Negli incontri di sostegno alla genitorialità saranno presenti il conducente del gruppo e una delle due assistenti sociali.

 

 

2.12 Tabella giornata tipica di attività dei ragazzi frequentanti il centro diurno per minori in difficoltà

 

1) nelle giornate di frequenza scolastica

 

ore 13.30 (ragazzi  medie e sup.)         accoglienza

ore 14.00                                             pasto di mezzo giorno

ore 14.30                                             riordino a turno e relax

ore 15.00                                             svolgimento compiti

ore 16.30                                             merenda ,accoglienza e merenda bambini elementari

ore 17.00                                             attività ludiche, sportive, di studio anche individuale e/o frequenza agenzie esterne

ore 19.30                                             rientro in famiglia

 

Per i bambini delle elementari l’orario di accoglienza dipenderà da quello scolastico.

 

2) durante le vacanze scolastiche

 

ore 9.30                                               partenza da casa per la cascina

ore 10.00                                             svolgimento compiti, attività didattica, di laboratorio,

                                                           frequenza attività di oratorio o campi estivi

ore 12.00                                             preparazione pasto del mezzogiorno a turno

ore 13.00                                             pasto di mezzogiorno

ore 13.30                                             riordino a turno e relax

ore 14.00                                             tempo libero per progetti anche individuali

ore 15.00                                             attività ludiche organizzate o frequenza centri esterni

ore 18.00                                             tempo libero

ore 19.00                                             verifica giornata 

ore 19,30                                             rientro in famiglia

 

3) al sabato e alla domenica

 

sabato

ore 9.30                                               partenza da casa

ore 10.00                                             breakfast tutti insieme in lingua straniera

ore 11.00                                             svolgimento compiti o attività di laboratorio

ore 13.00                                             rientro a casa

 

sabato o domenica e festivi

 

ore 15.30                                             attività con le famiglie dei ragazzi insieme  con un

                         educatore e famiglie o singoli volontari

ore 19.30                                             rientro in famiglia

Attività diverse

Almeno 2 volte alla settimana saranno inseriti nel programma uscite culturali, di svago, di frequenza a eventi locali,  gite, cene o pranzi nei tempi e orari che saranno stabiliti secondo i calendari e le esigenze.

 

Ci si renderà disponibili a organizzare una vacanza estiva adatta alle esigenze del gruppo.

 

 

L’équipe si riserva comunque la facoltà di variare gli orari in base alle esigenze che dovessero emergere.

 

2.13 Risultati/benefici attesi

 

      -      Valorizzazione del nucleo familiare quale luogo naturale di crescita del bambino

-    Garantire la permanenza del minore in difficoltà nella propria famiglia e nell’ambiente di origine tentando un recupero delle residue capacità genitoriali;

-    Maggiore capacità di integrazione sociale derivante da acquisizione di capacità individuali legate ad una sana esperienza di socializzazione, al rendimento scolastico, a spazi di crescita alternativi alla strada e alla solitudine.

-     Rafforzamento delle caratteristiche positive delle personalità dei ragazzi quale opportunità di una crescita sana e armonica.

-     Aumento della responsabilità individuale e incremento dell’autostima dei minori

-     Acquisizione di strumenti per una gestione autonomo della propria vita

-     Ritrovare un rapporto positivo con l’ambiente sociale e famigliare

-     Favorire il rientro in famiglia di minori già precedentemente allontanati e inseriti in strutture residenziali

 

Associazione "Le Vele" - ONLUS
Sede legale:      via Mazzini, 14 - 20090 Segrate    
Sede operativa: via Rugacesio, 9 - 20096 Pioltello
Iscritta al registro del volontariato della Regione Lombardia, con D.p.g.r. n. 26057 del 24.10.2000
e al Registro Regionale delle Associazioni Familiari con Decreto nr. 3827 del 05.04.2006.

 

 
 

  Associazione LE VELE onlus - Via Rugacesio, 9 - 20096 Pioltello (MI) - email: info@levele.org