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IPOTESI DI
GESTIONE E FORMAZIONE DI VOLONTARI COMPETENTI
Premessa:
Il terzo settore, ambito
di azione decennale dell’Associazione Le Vele, rappresenta certamente
una risorsa per l’intera società, specialmente quando questa attraversa
crisi strutturali che ne riducono la capacità di tutela per la sola via
istituzionale. Il volontariato è però una risorsa che deve essere
organizzata per far sì che la disponibilità all’aiuto non si riduca ad
una somma di episodi sporadici, generosi ma incapaci di dare quella
continuità che è necessaria per mantenere una rete di supporto che sia
realmente efficace. Il territorio in cui opera l’Associazione Le Vele è
generoso di volontariato, in linea con la tendenza generale della
Regione Lombardia, e la nostra cascina è tutto un via vai di persone e
di competenze, ognuna con gradi diversi di disponibilità.
Il volontariato ha
rappresentato la principale forza della nostra associazione, ed ora che
le attività si stanno
per fare più articolate, complesse ed anche professionali, si sente la
necessità di non disperderlo e di recuperarlo all’interno delle diverse
attività, ma non solo. Si sente anche il bisogno di continuare a
condividere il senso della
missione che ha originato il nostro stare insieme.
Quando un Ente del terzo
settore evolve verso attività più professionali, c’è il rischio da una
parte che i volontari possano non sentirsi partecipi di questa crescita,
e dall’altra che l’inevitabile tecnicismo porti ad uno scollamento dei
dirigenti dallo spirito originario. Questo noi non lo vogliamo.
Al fine di trovare una
risposta a questo bisogno si è deciso di puntare sull’organizzazione,
sulla formazione, sulle responsabilità e sul coordinamento dei
volontari, ed anche su incontri di riflessione e bilancio in merito al
senso ed agli scopi dell’associazione, in modo che anche il volontario
più lontano se ne senta partecipe.
Obiettivo generale:
utilizzo razionale della risorsa volontariato e sua valorizzazione
all’interno delle attività associative.
Condizioni di
risultato: svolgere attività di volontariato nella rotta principale
degli scopi associativi.
Criteri di risultato:
valutazione e sviluppo di specifiche competenze e disponibilità,
orientate al compito.
Strategie:
Le strategie
dell’associazione per mettere in campo un volontariato continuativo e
competente possono essere ricondotte a cinque step di intervento: la
sensibilizzazione territoriale all’impegno sociale, il coinvolgimento
sugli scopi alti dell’associazione, l’identificazione delle competenze e
la collocazione in spazi, l’implementazione delle competenze attraverso
percorsi formativi, la partecipazione al coordinamento volontari ed agli
incontri generali dell’associazione.
1. Sensibilizzazione territoriale
L’associazione già
promuove cultura del volontariato sul territorio intervenendo negli
spazi istituzionali preposti (consulte del volontariato, tavoli tecnici,
parrocchie, eccetera) e svolge attività di sensibilizzazione (interventi
pubblici, partecipazione a trasmissioni radiofoniche e televisive,
eccetera); a tutto ciò intende aggiungere una maggiore presenza
attraverso diffusione di materiale informativo porta a porta, quartiere
per quartiere, ed anche organizzando incontri a tema. Un canale
privilegiato per questo tipo di attività sarà certamente quello previsto
per la stimolazione e motivazione delle famiglie all’affido (vedi
progetto “famiglie affidatarie”).
Per informazioni, per
contatti e per la raccolta delle disponibilità individuali
l’associazione mette a disposizione dei cittadini un centralino
telefonico aperto una mattina alla settimana (giovedì) e tutte
le sere dalle ore 20 alle 23, dal lunedì alla domenica. L'obiettivo per
il 2009 è di attivare il centralino tutti i giorni dalle 9 alle
23.
2. Coinvolgimento sugli scopi alti
dell’associazione
Ogni volta che sarà
possibile formare un gruppo di volontari di almeno tre persone verranno
organizzati incontri che, a partire dalla biografia delle persone,
verteranno principalmente sulla storia dell’associazione, la sua
identità in evoluzione, gli scopi sociali più alti. Scopo degli
incontri in gruppo è quello di fare un primo passo verso la costruzione
di una identificazione gruppale, come prerequisito per divenire poi
collettiva ed associativa.
Altro scopo è quello di
verificare la pertinenza tra le motivazioni soggettive e la missione
generale dell’associazione, includendovi il soggetto oppure orientandolo
verso altre realtà sociali del territorio.
3. Identificazione delle competenze e
delle responsabilità
Ogni volontario verrà
ascoltato dai responsabili dell’organizzazione del volontariato ed
eventualmente da figure tecniche al fine di definirne un primo profilo,
caratteristiche personologiche e professionali. Obiettivo principale
degli incontri è quello di ipotizzare le forme e gli spazi di
collaborazione di ogni volontario, assegnandolo alle varie branche di
attività ed ipotizzando anche possibilità di assunzione diretta di
responsabilità.
Ogni incontro viene
tradotto in una scheda di ingresso che verrà poi valutata nei tavoli
tecnici del volontariato o in quello dell’equipe educativa
dell’associazione.
Nella Associazione Le
Vele infatti sono tre, per ora, le aree di collaborazione dei volontari,
ognuna con a capo un volontario responsabile: l’area agricola, l’area
tecnica gestionale degli impianti, l’area educativa (dove il volontario
responsabile partecipa all’equipe educativa professionale). Ogni
volontario viene assegnato ad un responsabile il quale fissa degli
obiettivi di massima del suo impegno e definisce con lui il livello
delle responsabilità assumibili, di cui dovrà rispondere.
Le tre aree di
volontariato saranno ulteriormente riorganizzate con l’attivazione dei
nuovi servizi educativi (es. i corsi di formazione professionale), con
l’avvio dei laboratori scuola-bottega e con la partenza delle diverse
attività della cooperativa agricola (serra dei fiori, giardino botanico,
stalla, eccetera). Per cui è facilmente prevedibile che ad ogni
circoscrivibile attività verranno associati volontari i quali, in
quella, risponderanno ad una figura professionale, ciò pur nel generale
riferimento ad un responsabile di area del volontariato.
4. Implementazione delle competenze .
A seconda delle competenze e dell’esperienza pregressa di ogni
volontario si deciderà se
attivare subito la
risorsa o se accostarla ad un “maestro d’arte” per meglio acquisire
specifiche conoscenze relative allo spazio assegnato d’intervento. Fino
ad ora questo processo si è rivelato efficace ma è facilmente
prevedibile che in futuro saranno necessari dei percorsi formativi ad
hoc.
Tutti i volontari sono
tenuti a partecipare ad incontri brevi di formazione inerenti lo stile
relazionale comunitario (compreso i rapporti con l’esterno) e con
particolare riferimento agli accostamenti all’utenza ospite in cascina
con la quale essi inevitabilmente entreranno in contatto. I volontari
che operano nei servizi educativi, compreso le attività di affido o
appoggio ai nuclei (vedi progetto “famiglie affidatarie”),
sono tenuti a partecipare a tutte le attività di formazione per loro
previste dalle equipe educative.
5.
Partecipazione al coordinamento dei volontari ed agli incontri generali
dell’associazione.
Attualmente almeno una
volta al mese si svolgono tavoli di coordinamento dei volontari tecnici
(per ora congiuntamente agricoli e di manutenzione cascina). E’
prevedibile una più articolata suddivisione nei prossimi mesi ed in
particolare nel prossimo anno con la fine della ristrutturazione della
cascina e l’avvio di nuove attività.
Il coordinamento
volontari si è dotato di figure di responsabili, scelte fra coloro che
assommano doti di competenza tecnica con altre di capacità gestionale,
sono loro che convocano le riunioni e fissano gli ordini da trattare.
L’associazione Le Vele ha scelto di far partecipare ad ogni tavolo
tecnico di coordinamento una figura tecnica o volontaria dell’equipe
socio-educativa, in modo di dare anche brevi aggiornamenti sulle
attività sociali della cascina, ciò per ricordare a tutti gli scopi
prioritari del nostro intervento e tenera viva l’adesione agli scopi più
alti.
Per lo stesso motivo a
tutti i volontari si chiede di partecipare e di contribuire agli
incontri generali dell’associazione (almeno una volta l’anno) nei quali
si traccia un bilancio delle attività e si fanno proiezioni sul futuro.
ed anche alle iniziative di socialità sull’aia della cascina (feste,
concerti, eccetera).
Strumenti:
Scheda di
ingresso volontari.
Contratto di collaborazione con fissazione degli obiettivi e/o dei
presidi individuali del volontario.
Verbali riunioni di struttura e di coordinamento
tecnico.
Scheda presenze agli incontri di formazione.
Bilancio generale e particolare delle attività di
volontariato e dei volontari steso dal responsabile del settore di
volontariato (ogni fine gestione, dicembre di ogni anno).
Scheda presenze agli incontri generali
dell’associazione.
Servizi:
Assemblea generale.
Equipe tecniche dei volontari.
Coordinatore volontariato.
Centralino telefonico volontariato.
Indicatori di risultato:
·
Elenco di tutti i volontari con fascicolo personale e presidio
personale.
-
Partecipazione di
almeno il 50% di tutti i volontari tecnici agli incontri generali
dell’associazione.
-
Copertura di tutte
le aree di intervento, con presenza di almeno un volontario nelle
seguenti attività: partecipazione alle consulte del volontariato per
conto dell’associazione, gestione centralino volontariato,
laboratorio espressività, laboratorio spazio bottega (panificazione,
falegnameria, saldatore), laboratorio agricolo, spazio
ristoro, equipe educativa (famiglie di appoggio e affidatarie,
appartamento per l’autonomia per neo-maggiorenni, centralino
segnalazione casi, eccetera), attività di auto-sostentamento
(banchetti pubblici, raccolta e preparazione materiale, contatti con
enti ed aziende, eccetera).
-
Abbassamento del
turn-over
-
Accoglimento di
specifiche responsabilità gestionali
Associazione "Le Vele" -
ONLUS
Sede legale: via Mazzini, 14 - 20090 Segrate
Sede operativa: via Rugacesio, 9 - 20096 Pioltello
Iscritta al registro del volontariato della Regione Lombardia, con
D.p.g.r. n. 26057 del 24.10.2000
e al Registro
Regionale delle Associazioni Familiari con Decreto nr. 3827 del
05.04.2006. |