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Progetto "Tana"
Titolo
del progetto
“DOPO LA SCUOLA: compagni di compiti e merende”
Attività
sistemiche per la prevenzione e il recupero dell’insuccesso
scolastico
(anno
2008-2009)
Descrizione
del progetto
L’esperienza
maturata durante i primi due anni di questo progetto, grazie anche agli
ottimi risultati dati dalla partnership, ha spinto l’Associazione Le
Vele Onlus a presentare il proseguo per l’anno scolastico 2008/2009.
La prima
annualità ha permesso di verificare sul campo l’efficacia degli
strumenti e delle modalità scelte per lo svolgimento del doposcuola,
mettendo in luce punti di forza e criticità del progetto, che sono stati
uno stimolo per gli operatori a migliorare il proprio intervento con i
minori durante la seconda annualità.
Il modello di
valutazione adottato dall’equipe di operatori ha reso possibile
un’analisi in itinere delle attività svolte e una loro continua
rivisitazione, che meglio si adattasse alle esigenze e risposte dei
destinatari del progetto. I ragazzi stessi sono infatti stati invitati
spesso a dare una loro opinione sulle attività svolte e ad esporre idee
e proposte per il futuro. Questo nella convinzione che solo coinvolgendo
i veri protagonisti del doposcuola e avvicinandosi ai loro
interessi/bisogni si possano ottenere i risultati desiderati. Per una
migliore gestione del doposcuola si è pensato di unificare i due gruppi
dei ragazzi delle scuole medie in un'unica sede, utilizzando lo spazio
della parrocchia-partner di Lavanderie che meglio si presta sia
all’attività individuale dei compiti che alle attività di gruppo nella
seconda parte del pomeriggio. Se questo cambiamento ha creato
inizialmente grossi disagi logistici, gli stessi sono stati superati
grazie alle risorse dell’Associazione che ha messo a disposizione due
mezzi di trasporto e grazie alla calorosa accoglienza dell’ambiente
della parrocchia. Per quanto riguarda il gruppo di bambini delle scuole
primarie, avendo dovuto lasciare i locali comunali messi a disposizione
lo scorso anno, abbiamo ritrovato ospitalità presso la parrocchia di
Rovagnasco/Villaggio. Questa nuova collocazione ha reso migliori le
condizioni di lavoro in quanto abbiamo a disposizione, oltre ai locali
per lo studio, gli spazi esterni per attività ludiche, importante
momento per la coesione del gruppo.
Avendo avuto
dei riscontri positivi riguardo agli elementi proposti durante i due
anni del progetto, ad esempio la presenza di un nutrito gruppo di
studenti dell’Istituto Superiore ITSOS “Marie Curie” di Cesnusco S/N ed
un buon numero di volontari reperiti attraverso la parrocchia-partner,
crediamo fermamente nella necessità di riproporli per l’anno scolastico
2008/2009.
Il gruppo di
minori che dà vita al progetto è composto da un folto numero di ragazzi
stranieri, portatori di una "cultura altra" da scoprire; a tal proposito
gli operatori, grazie alla pluriennalità del progetto, possono inserirvi
attività culturali e interculturali strutturate con l’obiettivo di
sviluppare il senso di appartenenza di ognuno, conoscendo e rispettando
l’alterità.
Nella
programmazione delle attività settimanali è previsto un giorno dedicato
allo sport, permettendo ai ragazzi di sperimentare diverse discipline
sportive nelle strutture presenti sul territorio. Inoltre,
dall’esperienza maturata in questi due anni, abbiamo riscontrato che
oltre ad uno sviluppo armonico del corpo, la possibilità stessa di
cimentarsi in esperienze nuove ha permesso di far scoprire abilità e
doti che rafforzano l’autostima.
Altro
elemento di continuità è costituito dalla realizzazione di iniziative di
educazione alla gestione economica; infatti attraverso l’amministrazione
di un budget destinato ad attività che il gruppo sceglierà
democraticamente, abbiamo riscontrato che è ancora possibile educare
all’aver cura del tempo, del denaro e delle risorse a disposizione.
La ricchezza
e la varietà delle iniziative proposte è pensata in una fondamentale
ottica di continuità rispetto a quanto realizzato nei due anni
precedenti. A tal proposito una terza annualità può consolidare i
risultati ottenuti e determinarne di nuovi; infatti il gruppo che si è
formato è compatto, ha creato un ambiente divertente in cui confrontarsi
senza competizione e anche l’inserimento di nuovi soggetti viene
vissuto come stimolo per tutti. Siamo dunque convinti che proseguire le
attività insieme porterà nuovi successi.
Inoltre anche
nell’anno scolastico 2008/2009 un ampio numero dei ragazzi del
doposcuola frequenterà la terza media, vivendo il delicato momento
dell’orientamento e della scelta della scuola superiore; poterli
affiancare insieme alle loro famiglie in questa decisione è uno degli
obiettivi dell’ Associazione attraverso un sostegno specifico.
Infine,
durante questi due anni del progetto si è creata una rete di relazioni
con i diversi soggetti con cui l’Associazione si trova a interfacciarsi
sul territorio, permettendo a ciascuno di compiere il proprio operato in
un’ottica di collaborazione e confronto reciproco. Anche per l’anno
scolastico 2008/2009 si prevede di mantenere e rafforzare queste
relazioni, convinti dell’importanza del lavoro in rete e dello sviluppo
di sinergie tra operatori, famiglie, insegnanti e servizi sociali.
Questo lavoro di rete faciliterà l’ingresso tempestivo di nuovi ragazzi
all’interno del gruppo.
L’idea guida
di questo progetto è l’attivazione di un doposcuola per contrastare il
fenomeno della dispersione scolastica. Tale fenomeno si compone
di più elementi quali l’evasione totale dall’obbligo, l’abbandono della
scuola, l’insuccesso nello studio, l’insufficiente livello di
alfabetizzazione raggiunto dal soggetto, lo svantaggio scolastico, ecc.
La
dispersione scolastica interessa oggi un numero decisamente in
crescita di bambini e di ragazzi in età scolare imponendosi come
problema sempre più preoccupante. La dispersione è sicuramente correlata
e rinvia ad una molteplicità di fattori, ma nell’analisi della
problematica il ruolo e la funzione della scuola restano aspetti
centrali per la comprensione di disagi più ampi che spesso preannunciano
un futuro difficile per il ragazzo.
L’abbandono
scolastico ha una grande incidenza negativa nella formazione della
personalità dei minori, spesso già segnati nella loro infanzia e nella
loro fanciullezza, da un vissuto non sereno nell’ambiente familiare, da
una crescita difficile e disturbata, da un rapporto non gratificante con
il mondo esterno.
Vari
psicopedagogisti (Scaparro, Mangano, Salomon, Natoli, Milani)
evidenziano che i segnali di disagio, a scuola, vengono espressi dal
minore tramite comportamenti disadattivi, quali la trasgressione di
norme di comportamento sociale, fenomeni di bullismo verso i coetanei,
la forte contrapposizione verso gli insegnanti e l’istituzione
scolastica, le reazioni di chiusura, di mutismo, di rifiuto ad
applicarsi nelle attività di apprendimento o di relazionarsi con i
compagni o con l’insegnante.
L’evidente
crescita della presenza di minori stranieri nella società pone
sicuramente nuove domande e nuove sfide.
I minori
immigrati infatti si trovano ad dover affrontare quotidianamente
specifiche difficoltà di inserimento nel territorio di residenza e nella
scuola.
In
particolare per quanto riguarda l'inserimento nella scuola si è potuto
constatare che spesso non vi è un momento di attiva mediazione
nell'incontro tra la cultura di cui il minore straniero è portatore e la
cultura del paese di accoglienza.
Ciò comporta inevitabili conflitti sia all'interno della comunità
ospitante, sia nella famiglia e nel gruppo a cui il minore appartiene.
Inoltre
l'imperativo dell'adempimento prioritario dei programmi ministeriali, i
prefissati livelli di apprendimento che ciascun alunno deve raggiungere,
i tempi previsti, ecc., sono tutte realtà proprie della nostra scuola
che le conferiscono una certa dose di rigidità; in questa
situazione non viene favorito il riconoscimento delle reali potenzialità
dei minori immigrati, sia come soggetti dotati di proprie
caratteristiche peculiari, sia come risorsa in quanto individui
portatori di una cultura "altra".
La mancata
conoscenza delle diversità, la scarsa integrazione e i conflitti che ne
possono derivare, sono molto spesso alla base delle difficoltà di
inserimento dei minori immigrati nella scuola; tali difficoltà possono
portare al mancato adempimento dell'obbligo scolastico e all'avvio di un
percorso di marginalità sociale, che può sfociare nell’aspettativa di
interventi assistenzialistici o ancor peggio, in fenomeni di
microcriminalità.
La mancanza
di qualificazione professionale e un titolo di studio riconosciuto nega,
infine, l'accesso del minore al lavoro o lascia spazio a lavori poco
gratificanti e scarsamente retribuiti.
Una scuola
che si pone come ambiente autenticamente educativo e accoglie,
problematizza e “programma” nella diversità, si pone già nell’ottica
della prevenzione e dell’educazione del soggetto potenzialmente in
difficoltà (deviante). A questo fine le risorse migliori risiedono nelle
capacità umane e professionali dei suoi operatori, nella flessibilità
della struttura e dei programmi, nella “presa in carico” di ogni caso da
parte di tutto il corpo docente e non solo del singolo insegnante.
L’istituzione dovrebbe tener presente di non aggiungere insuccessi a
insuccessi, svantaggi a svantaggi. Ciò che appare ancora carente
nell’istituzione scolastica è una riflessione che affronti il problema
del disagio e dello svantaggio sociale, per individuare, anche
all’interno della programmazione didattica, percorsi tesi a stimolare
nel soggetto svantaggiato le dimensioni espressive, comunicative e
creative che in genere vengono represse nell’ambito familiare e nel
contesto culturale di appartenenza. Tale riflessione e i conseguenti
interventi possono essere realizzati più facilmente in un’ottica di
rete, che coinvolga tutte le agenzie educative e sociali correlate.
L’Associazione Le Vele è profondamente convinta che, affinché un minore
sia coinvolto nello studio non è adeguata l’imposizione, ma diviene
necessario che si senta valorizzato nell’apprendimento. L’attenzione
dell’intervento si deve focalizzare nel rispetto dei tempi e delle
capacità cognitive di ciascun minore, attraverso specifici percorsi e
nel rispetto dell’individualità dei singoli, affrontando insieme la
paura della fatica, delle scadenze e dello scoglio del “non ancora
appreso”.
Le strategie
che l’Associazione Le Vele mette in campo per la prevenzione ed il
recupero dell’insuccesso scolastico sono il risultato di una recente
riflessione in merito alla lunga esperienza di doposcuola, che data
ormai più di 14 anni.
La
popolazione scolastica si è molto modificata in questi anni ed i
problemi alla base dell’insuccesso scolastico non sono più soltanto
quelli delle specifiche difficoltà di apprendimento: oggi infatti
dobbiamo fare i conti con la disgregazione di alcune reti naturali come
la famiglia. Inoltre i processi migratori portano le famiglie a
confrontarsi con una realtà fatta di codici e socialità che rispondono a
scopi e norme spesso difficilmente decifrabili.
L’Associazione Le Vele considera un cardine dei propri interventi il
sostegno alla famiglia nella sua interezza.
Mentre esiste
ancora la demotivazione allo studio come prodotto dell’insuccesso
scolastico, si aggiunge un’altra difficoltà prodotta dall’
incomprensione degli scopi dello studio e dalla mancanza del senso di
appartenenza. Se per la prima problematica è ancora possibile approntare
una strumentazione classica di doposcuola, per la seconda è necessario
qualcosa in più, in attività e in competenze.
Il servizio
del doposcuola ha come obiettivo generale la motivazione e la rimotivazione dei minori “allo studio”; è finalizzato a migliorare il
rendimento scolastico, le capacità personali, lavorando sulla
valorizzazione del proprio sé.
La finalità
prioritaria del progetto è quella di valorizzare la singolarità di ogni
minore per individuare percorsi educativi adeguati, in riferimento a
specifiche situazioni:
-
facilitare l’
inserimento nell'ambiente scuola;
-
raggiungere
il livello di scolarizzazione adeguato alla classe di inserimento;
- contenere
l’evasione dalla scuola dell'obbligo;
-
limitare
l’abbandono scolastico;
-
favorire la
socializzazione con i coetanei;
-
mediare i
conflitti tra le culture a cui il minore afferisce, e che potrebbero
creare un serio ostacolo alla costruzione della propria identità;
-
rafforzare le
motivazioni della famiglia sull'importanza della scuola mediante azioni
adeguate di sostegno all'incontro fra genitori e insegnanti;
- lavorare a stretto contatto con le famiglie per
incoraggiarle ad una sempre più puntuale presa in carico dei propri
figli;
- sviluppare una graduale autonomia allo studio;
-
orientare
alla scelta della scuola secondaria di secondo grado.
Per gli
obiettivi specifici si veda ogni attività o scheda progettuale allegata.
La metodologia
La gestione
del doposcuola è affidata a un’equipe di operatori e di volontari.
Per i minori
inseriti nelle attività di doposcuola, con i quali si va inevitabilmente
a stabilire un rapporto diretto, accanto al sostegno nelle materie
scolastiche è previsto il reperimento e la messa a punto di strumenti
didattici adeguati alle esigenze di ciascun ragazzo e nel contempo
finalizzati a superare le barriere culturali.
La messa a
punto di tali progetti, elaborati, quando è possibile, in collegamento
anche con la scuola, riguarda l'individuazione di percorsi linguistici
calibrati per ogni singolo minore applicati alle varie materie
scolastiche con particolare riguardo ai programmi di italiano, storia e
geografia ed eventuali percorsi predisposti secondo le necessità
individuali, per l'apprendimento delle materie scientifiche.
Qualora se ne
verifichi la necessità è prevista anche l’attivazione di un sostegno
pedagogico per aiutare il minore a superare le difficoltà dovute
all'incontro con la scuola, i cui indirizzi e contenuti sono spesso
contrastanti e lontani da ciò che il minore apprende in famiglia.
Sono
previste:
1.
ATTIVITA’ DI
RETE
§
Con la rete
formale:
partecipazione da parte degli operatori de Le Vele al progetto
distrettuale di “Sviluppo di Comunità”, al fine di apprendere il metodo
di lavoro in rete con gli altri attori del territorio presenti nel campo
dei minori e degli stranieri.
Incontri con
le scuole e con i Servizi Sociali nell’intento di condividere alcuni
strumenti operativi e finalizzare gli interventi non tanto ad un
sostegno scolastico a tutto campo, ma per puntare su apprendimenti
apicali, che permettendo di sperimentare successi specifici, possano
riversarsi a cascata su tutti gli altri processi di apprendimento.
.
Con la rete
informale:
l’Associazione composta da famiglie e giovani, cercherà da una parte i
contatti con le famiglie dei ragazzi assistiti nell’intento di
coinvolgerle e responsabilizzarle nel processo di sostegno, dall’altra
di coinvolgerli con le loro famiglie nelle iniziative della cascina
Rugacesio, quali feste, manifestazioni, scambi interculturali, etc. Gli
operatori dell’associazione si offrono come mediatori
nell’interpretazione dei codici istituzionali e sociali (avvisi,
pagelle, iscrizioni, riunioni scolastiche, ecc).
Obiettivi specifici:
COINVOLGERE I SISTEMI,
per averli come
alleati nel lavoro con i ragazzi;
RIMOTIVARE
allo studio.
2.
ATTIVITA’ CON
I RAGAZZI
§
Attività di
sostegno ai compiti:
in generale legate a competenze del metodo di studio con centrature
individualizzate concordate con gli insegnanti sulle quali far
sperimentare successi. A tal proposito si recuperano e valorizzano i
vissuti del ragazzo, individuando agganci per associarvi motivazioni
(con qualche richiamo del metodo autobiografico). In quest’ambito
vengono proposte esperienze di didattica cooperativa. Si organizzano
anche attività di “didattica centrata sui problemi reali”, per la quale
non mancano i nuclei di interesse nella cascina Solidale.
Grazie al buon numero dei volontari, in parte provenienti dalla
parrocchia partner, si è cercato di instaurare in maniera continuativa
un rapporto di lavoro di tutoraggio uno a uno, per costruire
attraverso lo studio una relazione interpersonale di fiducia reciproca.
Con alcuni dei ragazzi in terza media è stato elaborato un percorso
specifico d’esame da presentare in sede di valutazione.
Obiettivi specifici:
ottenere successi a scuola
far uso degli apprendimenti in ambiente reale non
competitivo.
§
Attività
culturali e laboratorio interculturale:
giochi di ruolo, creazione e proiezione di video, spettacoli teatrali e
proiezioni di film con discussioni.
Le occasioni
e gli stimoli culturali che i ragazzi hanno ricevuto nel corso dell’anno
sono numerosi: visione di film con successiva discussione, visita e
fruizione della Biblioteca Comunale di Segrate, mostra sensoriale
“Dialogo nel buio”, visita ad un canile, un ecoparco e un
termo-valorizzatore, fiera “Fa la cosa giusta”. Proprio in quest’ultima
occasione i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio interculturale
sui popoli indigeni che, attraverso la strategia del role play,
ormai centrale nelle attività del doposcuola, ha permesso ai ragazzi di
immedesimarsi in situazioni e realtà diverse, oppure molto vicine al
loro reale vissuto. Attraverso questa dinamica si è potuto favorire
anche il confronto interculturale, che è poi terreno di quotidiano
confronto nel gruppo dei ragazzi provenienti da paesi diversi.
Obiettivi specifici:
fare gruppo;
sentire l’appartenenza;
conoscere l’alterità.
§
Laboratori
espressivi:
realizzazione di percorsi di recitazione, musicali di arti figurative
per sviluppare competenze artistiche. Parte di queste attività sono
legate alla vita culturale e rituale del territorio (carnevale,
manifestazioni, etc.) come possibilità per integrarsi.
I ragazzi,
con il supporto e la guida degli operatori e dei volontari della Tana,
hanno svolto un percorso di improvvisazione teatrale che li ha poi
portati alla realizzazione di un video inerente le attività del sabato
mattina. La proiezione è avvenuta in occasione della festa di Natale
dell’Associazione. Per la stessa occasione hanno preparato un momento
musicale cantando brani natalizi accompagnati da flauti e chitarre e
realizzando un murales a tema.
Obiettivi specifici:
sperimentare
e sviluppare interessi artistici;
partecipare
alla vita del territorio.
§
Laboratorio
linguistico:
in una logica di “situazione reale” (didattica attiva) si svolgono
momenti di scambio linguistico: il “breakfast del sabato mattina” in
lingua inglese con presenza di operatore madrelingua. Lettura di libri
in diverse lingue, visioni filmati ed ascolto musica nella stessa logica
(scambio materiale).
Obiettivi specifici:
conoscere il piacere delle lingue usandole per
riuscire a socializzare.
§
Attività di
impegno e responsabilità sociale:
i ragazzi vengono coinvolti nell’autogestione degli spazi da loro
utilizzati (l’appartamento chiamato “tana” sito nella Cascina Solidale,
i locali in cui si svolgono le attività di doposcuola). Inoltre sono
implicati nel mutuo aiuto fra frequentatori ed ospiti della cascina (con
interessanti inferenze) ed nella promozione delle attività
dell’Associazione Le Vele sul territorio (banchetti, feste, eccetera).
Viene favorito e accompagnato l’incontro e il confronto con soggetti
diversamente abili o di diversa fragilità.
Obiettivi specifici:
uscire dalla logica assistenzialista ed aiutare
gli altri,
sperimentare la responsabilità reciproca nel gruppo
e verso gli spazi
§
Attività di
gestione economica:
reperimento
e/o gestione di un piccolo budget finalizzato alle attività sociali del
gruppo.
I ragazzi
sono stati i responsabili della spesa alimentare per la merenda del
doposcuola, riuscendo a ottimizzare le risorse a disposizione attraverso
un’attenta scelta dei prodotti. Anche durante le uscite di gruppo i
ragazzi sono responsabili della cassa comune.
Obiettivi
specifici:
apprendere il reale valore del denaro
sperimentare il senso dell’amministrazione delle
risorse economiche
§
Attività
ricreative:
merende, giochi e giochi di ruolo, feste e gite, uscite ludiche e
culturali
Con i ragazzi
sono stati organizzati diversi momenti conviviali nell’appartamento
della Cascina e con pic-nic all’aperto, durante i quali ognuno ha
contribuito attivamente alla gestione di pranzi e merende.
Due i grandi
momenti di festa durante l’anno: in occasione del Natale e al termine
delle attività, dove i ragazzi hanno partecipato a giochi di animazione,
con la partecipazione anche delle loro famiglie per la preparazione
della festa.
Le uscite
ricreative sono state numerose: dalla serata al cinema al pomeriggio al
luna park; dalla caccia al tesoro al pomeriggio di shopping; dalla
visita alla ludoteca alla biciclettata al parco.
Obiettivi
specifici:
divertirsi e
stare bene insieme
fornire stimoli di interesse culturale
sviluppare capacità sociali
fornire elementi educazione alimentare
§
Attività
sportive:
impostazione
di moduli a tempo variabile di attività sportive sfruttando le risorse
del territorio.
I ragazzi
hanno frequentato un corso di nuoto trimestrale presso la Piscina
comunale di Pioltello, hanno usufruito della pista di pattinaggio sul
ghiaccio dell’Idroscalo e si sono avvicinati allo sci sulle piste di
Carona (Bg), oltre a testare la loro resistenza in diversi percorsi di
jogging nei parchi della zona e ad aderire alle iniziative sportive
organizzate dal comune (es. Festa dello sport).
Obiettivi specifici:
sviluppo armonico del corpo
favorire il coordinamento motorio e la
conoscenza del corpo
§
Laboratorio
manuale:
improntato sulla conoscenza ed il recupero di materiali di scarto.
La giornata
del venerdì è stata dedicata a diversi laboratori in cui i ragazzi hanno
acquisito dimestichezza nella lavorazione del legno e nella
realizzazione di circuiti elettrici, grazie alla supervisione di una
docente di Fisica dell’ Istituto Superiore ITSOS “Marie Curie” di
Cernusco S/N.
In altri
momenti meno formali i ragazzi si sono intrattenuti realizzando
braccialetti e catenine.
Obiettivi
specifici:
sviluppare
l’ingegno e la creatività del ragazzo attraverso la realizzazione di
manufatti che possano gratificarlo con il lavoro finito
sviluppare
una coscienza ecologica
Gli operatori
hanno particolare cura di stabilire rapporti diretti con le scuole e gli
insegnanti per un lavoro di continuità. Inoltre, gli operatori:
§
prestano
particolare attenzione al singolo individuando un Progetto Educativo
Individualizzato, in collaborazione con le famiglie, laddove è
possibile, e con le scuole;
§
prestano
attenzione a ridisegnare in itinere il progetto educativo del singolo;
§
negoziano con
la scuola e gli insegnanti un percorso di recupero scolastico,
nell’ottica di un reciproco adattamento creativo (contratto formativo
personalizzato);
§
lavorano con
piccoli gruppi di ragazzi o in rapporto individuale almeno durante lo
svolgimento dei compiti;
§
prevedono una
restituzione periodica dell’andamento dei progetti con i ragazzi, i loro
genitori, con la scuola e i servizi sociali.
Nella
consapevolezza che il ruolo della famiglia è centrale per l’educazione e
la formazione dei minori, gli operatori del progetto promuovono il ruolo
della famiglia, nella sua funzione di educazione e di formazione dei
figli, favorendo relazioni reciproche autentiche tra tutti i soggetti
coinvolti. Nel caso specifico di ragazzi stranieri gli operatori
promuovono, inoltre, l’importanza di un'educazione adeguata anche
all'interno di una cultura diversa dalla propria.
Luoghi e tempi
SEDI DEL DOPOSCUOLA:
1.
gli spazi dell’oratorio della Parrocchia di Lavanderie a Segrate,
via Redecesio 1 (la Parrocchia è partner del progetto).
2.
la
Cascina Solidale Rugacesio, in totale gestione dell’Associazione Le Vele.
3.
gli
spazi della casa della comunità della parrocchia di
Rovagnasco/Villaggio, via Schuster 1
RISORSE A DISPOSIZIONE:
Per il
doposcuola, in particolare, verranno messi a disposizione:
§
un
appartamento nella Cascina Solidale Rugacesio, chiamato “tana”,
dotato di tutto il materiale didattico (carta, registratore, lavagne
luminose, attrezzatura multimediale, ecc.)
§
spazi liberi
nella Cascina Solidale (cortile, aia, aula multifunzione, stalle, serra,
falegnameria, frutteto)
§
laboratorio
espressivo (con tutta l’attrezzatura inerente)
§
due pulmini
per i trasferimenti
ORARI:
Il doposcuola per le scuole medie sarà aperto:
-
tutti i
giorni feriali (incluso il sabato) per le attività cognitive e di
rimotivazione,
-
i sabati
per ricreazione e laboratorio linguistico,
-
domeniche
e festivi per uscite ed altre iniziative ricreative.
Il doposcuola seguirà il seguente orario: lunedì - venerdì dalle 14.30
alle 18.00.
Il doposcuola
per le scuole elementari sarà aperto:
-
il sabato
mattina dalle 9.30 alle 12.00
La tempistica
del doposcuola sarà organizzata secondo i seguenti moduli:
§
14.30 - 15:
trasporto.
§
15 - 16.30:
compiti.
§
16.30:
merenda.
§
17- 18:
studio, attività ludiche o relax.
Durante la
settimana i minori seguiranno percorsi di recupero individualizzati:
potranno, pertanto, frequentare il doposcuola con tempi differenti a
seconda delle necessità personali e familiari evidenziate al momento
della stesura del PEI (Progetto educativo individualizzato) o a seconda
dell’evolversi della situazione. Sono a tal fine previste verifiche in
itinere per ciascun minore.
Nella
giornata del sabato mattina (dalle 9,30 alle 12) il doposcuola per i
bambini delle elementari si terrà presso la sede della Parrocchia di
Rovagnasco/Villaggio, mentre i ragazzi delle medie trascorreranno il
loro tempo presso la Cascina Solidale Rugacesio.
Risultati attesi
Alla fine del periodo di doposcuola ci si aspetta che i minori seguiti
abbiano:
1.
raggiunto una maggiore capacità di integrazione sociale derivante
da: acquisizione di capacità individuali legate ad una sana esperienza
di socializzazione, al rendimento scolastico, a spazi di crescita
alternativi alla strada, alla solitudine, alla difficoltà del nucleo
famigliare;
2.
raggiunto successi scolastici anche grazie al tutoraggio che
permette di garantire un percorso di orientamento individuale mirato,
una volta terminata la scuola media;
3.
aumentato la propria autostima (consapevolezza delle proprie
capacità e delle competenze acquisite);
4.
acquisito, insieme alle proprie famiglie, un maggior senso di
responsabilità e di progettualità per la propria vita futura.
Modello di valutazione
Il lavoro di
valutazione accompagnerà il processo progettuale lungo tutto il
percorso.
Data la
tipologia di progetto si centrerà l'attenzione sulla valutazione del
processo progettuale
Valutazione del processo progettuale
|
Obiettivo |
Strumenti |
Soggetti
coinvolti |
Tempi |
|
-
Analizzare la congruenza e la coerenza tra bisogni e obiettivi
-
Analizzare le congruenze tra le necessità dei minori,
dell’associazione Le Vele e delle famiglie di provenienza dei
minori |
Riunioni tra coordinatore di progetto e operatori/volontari del
doposcuola
Riunioni tra gli operatori del doposcuola, gli insegnati e i
genitori dei minori
Confronto con i ragazzi |
Coordinatore di progetto, operatori e volontari del doposcuola,
insegnanti delle scuole dell’obbligo, servizi sociali
territoriali |
-
Incontro all'avvio del progetto
-
Incontro a metà progetto
-
Incontro alla fine dell’anno
-
Incontri in itinere su particolari situazioni o disagi
riguardanti i minori |
| |
|
|
|
|
Destinatari finali dell’intervento
Destinatari
primari
dell’intervento: minori frequentanti le scuole primaria e secondaria di
primo grado (dai 6 anni ai 14) .
I minori che
parteciperanno al doposcuola previa domanda di inserimento e valutazione
dell’equipe saranno:
§
inviati
dai Servizi Sociali,
§
minori delle
famiglie appartenenti alla parrocchia partner di Lavanderie,
§
segnalati
dalle scuole,
§
figli dei
nuclei familiari in difficoltà ospitati presso la Cascina Solidale di
Rugacesio.
Destinatari
secondari:
le famiglie d’origine dei minori frequentanti.
Ambito territoriale
Comune di
Segrate (MI)
Aspetti innovativi del progetto
L’innovatività
del doposcuola dell’Associazione Le Vele consiste
nell’offrire un’occasione di impegno individualizzato
-
che possa
essere utile al raggiungimento del “successo scolastico”;
-
che permetta
ai minori di sentirsi apprezzati individualmente;
-
che consenta
di imparare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni.
E'
una risposta significativa data ai genitori che oggi sempre più hanno
bisogno di un luogo sicuro e tranquillo in cui i loro figli possano,
oltre che a svolgere i compiti, fare esperienze di carattere formativo.
Per tutta la durata del progetto vengono offerti: promozione delle
attività ludico-ricreative, assistenza allo svolgimento dei compiti,
organizzazione di attività formative (laboratori, incontri su vari temi,
ecc). A tutti i genitori e ai loro figli è garantito un sostanziale
aiuto nel superare le difficoltà scolastiche e di crescita, attraverso
un frequente lavoro di mediazione scolastica e di sostegno agli impegni
educativi della famiglia.
Reti di collegamento previste con altre organizzazioni
Il doposcuola
si trova ad interfacciarsi principalmente con:
§
le scuole
dell’obbligo del comune di Segrate
§
il Servizio
Sociale del comune
§
Ufficio di
Piano distretto 3 ASL MI 2
§
la Parrocchia
e l’Oratorio (partner) di Lavanderie di Segrate
§
Gruppo scout
AGESCI
§
le Università
Cattolica e Bicocca di Milano, con le quali verranno attivati percorsi
di tirocinio
§
L’Istituto
Superiore ITSOS “Marie Curie” di Cernusco sul Naviglio – corso
socio-pedagogico, con il quale verranno attivati percorsi di qualificata
esperienza o formazione, certificata per l’ottenimento di crediti
formativi, che gli studenti potranno acquisire al di fuori della scuola
§
Caritas di
Rovagnasco /Segrate
La
realizzazione del progetto prevede un lavoro di collaborazione e
sinergia tra operatori, docenti e dirigenti scolastici delle scuole
primaria e secondaria di primo grado delle zone.
Un docente
referente per ogni scuola svolgerà un ruolo di intermediazione tra
l’associazione, gli organi collegiali, i Dirigenti Scolastici, studenti
e famiglie.
Durata del progetto per l’anno finanziario corrente
12 mesi: il
periodo di doposcuola effettivo sarà da ottobre 2008 a settembre 2009,
secondo il calendario scolastico.
Anagrafica dell’organizzazione proponente
Denominazione:
Associazione Le Vele - onlus
Indirizzo,
telefono, fax:
via Mazzini 14, 20090 Segrate (MI)
Tipologia giuridica:
Associazione di volontariato, iscritta al registro delle associazioni
familiari
Nome del
rappresentante legale:
Monica Cambiaghi
Nome del
referente attuativo:
Imelda Behan
Operatori impiegati
Numero:
3 + almeno 10 volontari
1.
1 responsabile: svolgerà compiti di regia generale e si
occuperà di tenere i rapporti istituzionali. Ha qualifica di Assistente
Sociale;
2.
1 supervisore pedagogico (negli incontri di equipe):
svolgerà compiti di supervisione dello staff, garantendo una particolare
attenzione al disagio dei minori più sintomatici e aiutando gli
operatori e le altre figure coinvolte nella lettura dei sintomi di
disagio;
3.
2 educatori per la stesura dei progetti individualizzati,
il rapporto con le scuole, la gestione delle attività e
l’accompagnamento educativo del gruppo e dei singoli;
4.
circa 10 volontari per la continuità dell’intervento. I
volontari vengono individuati o formati dall’associazione con competenze
inerenti il loro compito;
5.
tirocinanti provenienti dalle università milanesi.
6.
circa 10 studenti del corso socio-psico-pedagogico dell’istituto
superiore ITSOS
7.
qualche scout nell’anno di servizio esterno alla loro
associazione
Associazione "Le Vele" -
ONLUS
Sede legale: via Mazzini, 14 - 20090 Segrate
Sede operativa: via Rugacesio, 9 - 20096 Pioltello
Iscritta al registro del volontariato della Regione Lombardia, con
D.p.g.r. n. 26057 del 24.10.2000
e al Registro
Regionale delle Associazioni Familiari con Decreto nr. 3827 del
05.04.2006. |