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Da "Segrate Oggi" del 17 gennaio 2007
Dare, la loro ricchezza
Studenti stagisti assistono gli
allievi facendo esperienza pedagocica
Venti ragazzi, che in gruppi si dividono
i giorni della settimana. Questo è il tesoro della Cascina Rugacesio e
dei volontari e degli stagisti che qui si recano per donargli tempo e
attenzione. Valentina Foti e Andrea Selis, due ragazzi che lavorano al
progetto Cascina Solidale dell'Associazione Onlus "Le Vele", coordinano
l'attività degli studenti stagisti. Valentina Francesco e Cristiano sono
alunni di quarta dell'ITSOS "Maria Curie" di Cernusco, venuti a contatto
con questa attività grazie all'opportunità dello stage attivato tramite
la loro insegnante responsabile Leda Cafrullo e offerto dall'Istituto,
che vanta in questo campo un'esperienza decennale essendo a indirizzo
socio-pedagogico. Grazie a questa collaborazione, ogni cinque
alunni stagisti la Cascina può ospitare un ragazzo in difficoltà. Da
settembre questi ragazzi svolgono con passione questo stage, che
consiste nella partecipazione all'attività della Cascina con i ragazzi
tre pomeriggi la settimana. Dalle 15 alle 18 li aiutano a studiare e
fare i compiti, tra molti scherzi e buon umore. Ogni due o tre mesi
fanno delle uscite, come quella del 22 dicembre per andare a pattinare
assieme.
Valentina, alla seconda esperienza, ci racconta che questi ragazzi le
hanno "fatto capire con il loro affetto che donare disponibilità e
attenzioni a chi più ne ha bisogno è una necessità". Anche se in linea
teorica dovrebbero essere loro a offrire aiuto, Valentina ha scoperto di
ricevere tantissimo: i ragazzi con la loro spontaneità l'hanno sciolta,
l'hanno stregata, confermandole che la strada della pedagogia è quella
giusta da seguire. Cristiano ci dice che ha trovato in questi ragazzi
"un mondo non scontato, nel quale convivono ragazzi di etnie diverse, di
età diverse, che mostrano senza riserbo la meraviglia che costituisce la
stoffa della loro cultura". Cultura fatta anche dall'apprendimento delle
lingue straniere: al sabato mattina, per esempio, la colazione viene
consumata in lingua inglese. Qualsiasi sia la lingua, qualsiasi sia
l'attività svolta, questi ragazzi hanno molto da insegnare."
(Marcello Marabotti)
Dal "Corriere della Sera" di sabato 24 aprile 2004
Apre i battenti la «Cascina della solidarietà»
Oggi la consegna dei primi
appartamenti Previsti laboratori artigiani e una serra
A Pioltello un rifugio per i bambini con problemi e le loro famiglie
Sanaldi Barbara
PIOLTELLO - Si chiama «Cascina solidale»
e servirà ad aiutare i bambini in difficoltà e le loro famiglie. È il
progetto voluto dall' associazione «Le vele» onlus di Segrate, che oggi
a Rugacesio vedrà l' inaugurazione del primo lotto. La cascina, affidata
in comodato d' uso all' associazione dal «Pio Istituto pei Figli della
Provvidenza di Milano» è stata sottoposta ad un imponente intervento di
recupero e restauro realizzato in proprio, grazie all' aiuto di sponsor
e volontari. Dalla casa padronale sono stati ricavati sette appartamenti
che verranno assegnati, gratuitamente, a famiglie con minori in affido o
a nuclei in difficoltà. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di
laboratori artigiani (una scuola di panificazione, una di ceramica, una
di informatica, un laboratorio di meccanica e carpenteria e una
falegnameria con restauro mobili) con corsi aperti a tutti, e una
mini-azienda con serre e orto botanico sui circa 25 mila metri quadrati
di terreno adiacenti alla cascina.
(Barbara Sanaldi)
da "Famiglia Cristiana" del 4 maggio 2003
Solidarietà / Volontariato
RIVIVE CON "LE VELE" LA VECCHIA CASCINA
Alle porte di Milano, un vetusto edificio, restaurato da volontari con
l'aiuto di immigrati albanesi, ospiterà famiglie con ragazzi in affido.
Una vecchia cascina di corte, una delle tante, abbandonate e malandate
che ancora s'incontrano attorno a Milano, tornerà certamente a nuova
vita, per diventare una comunità di nuove famiglie che accoglieranno
giovani, come si diceva un tempo con vocabolo non inappropriato,
"pericolanti".
Fra Segrate e Pioltello, la cascina Rugacesio di Sotto risale
certamente, come insediamento rurale, al basso Medioevo e la si trova
nominata in un documento del 1259: 3.500 metri quadrati di corte, più un
ettaro di campo agricolo. Piccola, rispetto agli standard lombardi, ma
sufficiente per nutrire una comunità con la voglia di lavorarvi.
Qualcuno non si è lasciato scappare l'occasione di riportare in vita la
vecchia Rugacesio di Sotto e le sue case coloniche disposte attorno al
grande cortile: un'associazione Onlus, "Le Vele", che si era formata nel
1993, e che campicchiava occupandosi di assistenza postscolastica per
minori in difficoltà. C'era l'occasione di avere, dall'ente
proprietario, l'intero complesso in comodato, purché si dimostrasse
l'intenzione di metterlo a frutto, e non la si è lasciata sfuggire: ora
"Le Vele" è impegnata a tempo pieno nel progetto che vedrà, a
compimento, una decina di famiglie vivere nelle case restaurate,
occupandosi di ragazzi in affido; un complesso per doposcuola destinato
a giovani in difficoltà provenienti dalla scuola dell'obbligo;
laboratori professionali che permetteranno l'inserimento nel mondo del
lavoro di tanti soggetti oggi sbandati; il ritorno del lavoro nei campi
(e sarà forse la parte più ardua); la riapertura dell'antico forno del
pane, ancora oggi ben conservato; il ripristino delle stalle e, in
definitiva, tutte quelle iniziative che la Provvidenza vorrà permettere.
Già oggi, la mano del Signore è stata generosa. "Le Vele" vive grazie
alla generosità e al lavoro, totalmente disinteressato, di una
cinquantina di persone, che sarebbe giusto nominare tutte (anche se
molte preferiscono l'anonimato), ma di cui citiamo almeno la presidente
dell'associazione, Monica Cambiaghi, e Massimo Zavaglia, medico di base
di Segrate, che l'intero tempo lasciato libero dai malati e
dall'ambulatorio, ma anche sottratto ai pasti e al sonno, lo trascorre
alla cascina, a ripulire vecchie tegole e a far la calce.
E per dire che la solidarietà viene anche da chi sa cosa significa
davvero aver bisogno, sottolineiamo che gran parte della manodopera è
offerta gratuitamente da un'impresa edile, regolarmente operante a
Pioltello, composta interamente d'immigrati albanesi.
Il lavoro non manca proprio, le braccia sono volonterose, i mezzi
economici un giorno soccorrono e un altro, magari, scarseggiano. A "Le
Vele" confidano molto nel passo evangelico che dice: "pulsate et
aperietur vobis". Bussare alla porta del prossimo, appunto.
(Pietro Radius)
Da "Vita
No-Profit" del 9 febbraio 2003
Associazione Le Vele
Un doposcuola, attività lavorative e progetti sociali: il tutto in una
cascina ristrutturata.
L'esigenza di disporre di una struttura in grado di
rispondere a un bisogno di accoglienza senza limiti di tempo, è ciò che
ha ispirato la costituzione di questa onlus, l'associazione Le Vele, da
parte di un gruppo di giovani e famiglie, già in precedenza impegnate in
numerose esperienze di aiuto a persone in difficoltà residenti nel
territorio.
Nel maggio 2002, l'associazione ha ricevuto in comodato da un ente
assistenziale milanese la Cascina Rugacesio di sotto, situata nel comune
di Pioltello, alle porte di Milano. Questa casa colonica è collocata in
un'area di 3.500 metri quadrati circa, cui è annesso un campo agricolo
di un ettaro. Cascina Solidale, questo è il nome dell'ambizioso progetto
delle Vele, dovrà ospitare famiglie disponibili all'affido definitivo o
di pronto intervento a favore di persone o nuclei familiari in
difficoltà (segnalate dai servizi sociali). Sono previste inoltre la
promozione di attività quali un doposcuola per ragazzi in difficoltà e
la realizzazione di progetti di solidarietà sociale o di inserimento
lavorativo mediante il laboratorio Scuola-bottega e l'azienda
agro-ambientale.
"La sensibilità e la disponibilità di imprese e singoli", spiega Monica
Cambiaghi, presidente dell'associazione Le Vele, "ci permette di rendere
abitativo il primo lotto entro il mese di giugno dell'anno in corso". Ma
il progetto è ambizioso e quindi, "per completare la Cascina Solidale",
conclude Monica Cambiaghi, "è necessario un ulteriore investimento di
500mila euro e un periodo compreso fra due e tre anni circa". I giovani
e le famiglie dell'associazione, veleggiando con tenacia e
determinazione, stanno dimostrando che anche un sogno può divenire una
realtà… sociale!
Fabrizio Bocconcelli
(info@vita.it) |